Soldi, soldi, soldi.

scritto da Rubrus
Scritto 2 giorni fa • Pubblicato 10 ore fa • Revisionato 10 ore fa
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Testo: Soldi, soldi, soldi.
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Dato che - è come i temporali estivi: viene fuori ogni stagione e, dato che il clima cambia, viene fuori sempre più frequentemente e con più violenza - è rispuntata la questione della IA, ma nessuno ha ancora menzionato Mia Ballard e Jerry Falade, parliamone.
Una premessa, però.
Qual è il principio che regola il rapporto tra intervento umano e artificiale nella produzione di un testo? In realtà, è di una banalità sconcertante: se un testo è frutto principalmente di un lavoro umano, allora è dell'autore, se è frutto principalmente del software, allora è del proprietario del software. In questa forma - base il criterio è applicato pressochè globalmente ed è la stessa differenza che passa tra prodotto industriale e artigianale.
Si possono fare molti esempi ma ne faccio due, quelli cui mi riferivo (fine della premessa, dunque): allo scrittore esordiente Jerry Falade è stato proposto, per un romanzo, un contratto di due milioni di dollari, poi cancellato per sospetto uso massiccio della IA. Lo stesso è capitato con la scrittrice Mia Ballard. Falade ha gridato al complotto, tirando anche in ballo il problema razziale, ma non ha prodotto il manoscritto che avrebbe potuto dimostrare il contrario e la questione è al momento passata sotto silenzio.
Ora, naturalmente la notizia non è che un romanzo sia stato scritto con la IA - si stima che  4 milioni dei romanzi presenti su Amazon sia stata scritta così.
La notizia è che a un esordiente sia stato proposto un contratto da due milioni.
Questo comporta che - perchè oso sperare che il romanzo sia passato al vaglio di qualcuno prima che venisse proposto il contratto - quella IA è stata usata in modo tale da ingannare dei professionisti - o almeno presunti tali. 
Ciò signfica che, anche se al livello base è ancora relativamente facile distinguere un testo naturale da uno artificiale, a livello professionale è molto più arduo. Il rapporto tra IA generative e IA detector insomma è un po' quello tra prede e predatori e io credo che la caccia sarà ancora lunga perchè le multinazionali dei software possono tirar su quattrini sia dalle prede che dai predatori.
Un inciso: mi capita di sentir invocare il "bollino IA - free". Macchè. Secondo me andiamo verso un bollino del tipo "Questo romanzo vi è offerto da Anacleto Pittaluga e dal premiato software "Ioscrivoben". Perchè lo dico? Perchè non solo una sempre crescente quantità di utenti non sa distinguere tra testo naturale e artificiale, ma soprattutto perchè afferma che la distinzione non è importante. Non solo: se messa di fronte a controllo "a doppio cieco", sempre più spesso una parte di utenti afferma di preferire il testo artificiale a quello naturale e le case editrici, come chiunque voglia vendere, cercano di prevedere (e anche qui ci metterà lo zampino la IA, se già non l'ha messo) gli acquisti delle masse e possibilmente a guidarli.
Il che ci riporta alla domanda: come ha potuto un romanzo artificiale ingannare eccetera eccetera?
Una buona IA e una buona capacità di usarla, certo. Ma più concretamente?.
Io un'ipotesi l'azzardo.
Chiunque abbia proposto un contratto di due milioni ha pensato che quel romanzo, tra testo, serie, piattaforme ecc potesse rendere molto di più. Due milioni (che già suona molto bene, vero?) mi pare di capire fossero la percentuale proposta all'autore e se anche fossero una percentuale del dieci - che è una percentuale enorme - è facile fare i conti.
Quel romanzo aveva perciò un pubblico potenziale vastissimo. E poichè (vabbè, diciamo pure "se" per carità di patria) è stato scritto artificialmente vuol dire che quell'IA e chi l'ha usata hanno applicato benissimo le regole del "come si scrive un bestseller". Così bene da quasi ingannare chi quelle regole le impone. 
Più o meno lo stesso discorso per il romanzo "Shy girl", ritirato all'ultimo dalla Hachette (i nomi sono pubblici e perciò li posso fare) e i dati del contratto relativo al quale non ho trovato, anche se a dire il vero mi sono limitato a una ricerca rapida.
A prescindere da queste ipotesi, va da sè che se il nostro Anacleto Pittaluga scrivesse un romanzo da... due milioni, vabbè non esageriamo, facciamo che scrive un romanzo che vende cinquemila copie (che sono un sogno per qualunque illustre sconosciuto)... da cinquemila copie, dicevo, si troverebbe alla porta un signore mandato dal proprietario del software "Ioscrivoben" che, a buon diritto, gli potrebbe chiedere i proventi derivanti dall'opera del suo cosiddetto ingegno: che diamine, lo "Ioscrivoben" è roba sua.
Questo vuol dire che le opere poco lette sono automaticamente umane? Può essere, ma, usando il rasoio del buon vecchio Occam, è più probabile che siano semplicemente brutte.
E adesso veniamo ad AdC  - anche senza usare la IA penso che alcuni, forse non pochi, si aspettavano che ci arrivassi, in chiusura di questo discorso.  
I numeri di cui sopra penso dimostrino che si viaggi enormemente al di sopra del livello "letture duecento, likes cinquanta, commenti cinque" che connotano un testo qui più popolare della media.
Nessun editore noterà un utente con AdC con tali dati, neppure con dati assai superiori - se la "moneta" cui si ambisce pubblicando qui fosse la gratificazione personale, entreremmo in tutt'altro settore in cui non mi addentro. 
Certamente, nessun editore proporrà contratti da due milioni. Neanche di vecchie lire.
Tuttavia, la dimanica che spinge a pubblicare in funzione del numero di riscontri è la stessa che muove chi ha scritto i romanzi artificiali (non negatelo: magari li ammirate un po', ma fondamentalmente vi stanno sul gozzo) rifilandoli agli editori, che ha quasi ingannato. Pertanto, scoraggiamo tale dinamica.
E dunque aboliamo la Panoramica. 

   
  
 

Soldi, soldi, soldi. testo di Rubrus
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